di Redazione

Un allestimento innovativo mette in relazione opere di epoche e continenti diversi, superando confini e gerarchie

Il Museo del Louvre compie un passo decisivo verso una visione più globale dell’arte inaugurando la Galleria dei Cinque Continenti, un ambiente permanente che riunisce opere provenienti da Africa, Americhe, Asia, Europa e Oceania. Il nuovo spazio, allestito all’interno della rinnovata Porte des Lions, propone un percorso che intreccia culture e civiltà in un dialogo inedito e inclusivo.

La galleria occupa circa 1.000 metri quadrati e raccoglie 130 opere selezionate non per area culturale o cronologia, ma seguendo grandi temi universali: il potere, la spiritualità, la rappresentazione del corpo, il rapporto con la vita e con la morte. L’obiettivo è superare le tradizionali categorie museali per valorizzare connessioni e analogie, mettendo in relazione manufatti distanti nel tempo e nello spazio. Nel percorso possono così convivere un sarcofago egiziano, una scultura polinesiana, una stele mesoamericana o un oggetto di arte greco-romana, in un gioco di rimandi che sottolinea la varietà ma anche le affinità dell’espressione artistica umana.

Le opere arrivano da differenti istituzioni francesi: il Louvre stesso, il Musée du quai Branly – Jacques Chirac, il Musée Guimet e vari depositi statali. A queste si aggiungono prestiti eccezionali, tra cui uno proveniente dalla Repubblica Federale della Nigeria, che arricchiscono ulteriormente il respiro internazionale del progetto.La ristrutturazione degli spazi è stata resa possibile grazie al sostegno del mecenate Marc Ladreit de Lacharrière, che ha finanziato gli interventi architettonici e gli ambienti di accoglienza della Porte des Lions, restituendo al museo un accesso ampio e rinnovato.

Una nuova idea di museo universale

La Galleria dei Cinque Continenti rappresenta per il Louvre non solo un ampliamento degli spazi espositivi, ma soprattutto un cambiamento di prospettiva. L’istituzione che per secoli ha incarnato un modello di “universalità” basato principalmente sulla centralità dell’arte europea sceglie oggi di ridefinire questa nozione alla luce delle sensibilità contemporanee. Universalità non significa più raccogliere “tutto il mondo” sotto un unico tetto secondo criteri gerarchici, ma riconoscere la pluralità dei punti di vista, la contemporaneità di culture diverse e la dignità estetica e simbolica delle loro produzioni. L’allestimento rinuncia alle classificazioni rigide, geografiche, stilistiche, cronologiche, per mostrare come i grandi temi dell’umanità attraversino i secoli e i continenti. La creatività, suggerisce il percorso, non è patrimonio esclusivo di una civiltà, ma un linguaggio comune, declinato in infinite forme.

Ad accompagnare la visita c’è anche un sottotesto di riflessione critica. Il Louvre, come molti grandi musei occidentali, custodisce opere provenienti da contesti coloniali e da storie di scambio complesse. Con questa apertura il museo sceglie di esplicitare queste complessità, di riconoscere la provenienza e le culture d’origine delle opere, di raccontare i percorsi che le hanno portate a Parigi. È un modo per restituire voce ai popoli e alle tradizioni rappresentate, e per costruire con i visitatori una relazione più consapevole e rispettosa con il patrimonio esposto.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Il Louvre apre la Galleria dei Cinque Continenti, dove la creatività del mondo prende forma proviene da Associated Medias.